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Artbrain | 18 cose di cui Facebook tiene traccia (e che forse non sapevi)
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18 cose di cui Facebook tiene traccia (e che forse non sapevi)

Fonte: digitalic.it

18 cose di cui Facebook tiene traccia e di cui potresti non essere al corrente, incluse informazioni sulle tue attività online e offline e su altri dispositivi sulla tua rete WiFi.

 

Cose di cui Facebook tiene traccia

Quando il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha testimoniato davanti al Congresso in aprile, all’indomani dello scandalo di Cambridge Analytica, ha affermato che il suo team avrebbe dato seguito alle domande a cui non poteva rispondere per intero durante l’audizione con ulteriori risposte.

Il Congresso ha appena pubblicato un vistoso documento con risposte scritte a quelle domande che erano rimaste in sospeso. Queste risposte ci ricordano che Facebook registra molte informazioni che riguardano gli utenti, insomma Facebook tiene traccia di tanti dati che sono sembrano essenziali al suo funzionamento, come ad esempio i movimenti che facciamo con il mouse.

 

18 cose di cui Facebook tiene traccia

1. informazioni tratte da “computer, telefoni, TV connesse e altri dispositivi connessi al web”, nonché il “provider di servizi Internet o l’operatore di telefonia mobile”

2. “movimenti del mouse” sul computer

3. “nomi di app e file” (e tipi di file) sui dispositivi

4. se la finestra del browser con Facebook aperta è “in primo piano o in background” e tempo, frequenza e durata delle attività

5. informazioni su “punti di accesso Wi-Fi nelle vicinanze, beacon, celle di connessione mobile” e “potenza del segnale” per triangolare la posizione (“informazioni sulla connessione come l’indirizzo IP o connessione Wi-Fi e informazioni sulla posizione specifica con l’ausilio del segnale GPS del dispositivo dell’utente per capire dove sei”, ha comunicato un portavoce di Facebook.)

6. informazioni “su altri dispositivi che si trovano nelle vicinanze o sulla loro rete”

7. “livello della batteria”

8. “spazio di archiviazione disponibile”

9. “plugin” installati

10. “velocità di connessione”

11. “acquisti effettuati” su siti web al di fuori di Facebook

12. informazioni di contatto “come la rubrica” e, per gli utenti Android, “registro delle chiamate o cronologia degli SMS” se sincronizzati, per trovare “persone che potrebbero essere conosciute”

13. informazioni “su come gli utenti utilizzano le funzionalità come la nostra macchina fotografica” (Il portavoce di Facebook ha spiegato che: “per fornire funzionalità come gli effetti della fotocamera, riceviamo ciò che vedete attraverso la fotocamera, che viene inviato al nostro server per generare una maschera/filtro”)

14. “posizione di una foto o data di creazione di un file” tramite i metadati del file

15. informazioni tramite le impostazioni del dispositivo, come: “posizione GPS, fotocamera o foto”

16. informazioni sulle “azioni online e offline” e acquisti da fornitori di dati di terze parti

17. “ID del dispositivo e altri identificatori, ad esempio da giochi, app o account utilizzati dagli utenti”

18. “quando altri condividono o commentano una foto, inviano un messaggio o caricano, sincronizzano o importano le loro informazioni di contatto”

 

Facebook tiene traccia dei dati di navigazione ma non ascolta le conversazioni

È abbastanza comune per siti web e app tenere traccia dei movimenti del mouse (è così che funziona la verifica “reCapcha” / “Non sono un robot” di Google) o la posizione. Ma Facebook è unica a raccogliere dati dai dispositivi che utilizzi e dai siti web che visiti quando non sei su Facebook, utilizzando un piccolo pezzetto di codice Javascript chiamato “pixel” di Facebook e i pulsanti “mi piace” e “Condividi” integrati nei siti web. Queste informazioni su dispositivo e navigazione al di fuori di Facebook alimentano il cervellone di Facebook, che attinge anche ad altre informazioni ancora più personali, come i dati di riconoscimento facciale e le informazioni sul profilo fornite dall’utente, come punti di vista religiosi o politici.

 

Facebook ascolta quello diciamo?

Nelle sue risposte scritte al Congresso, Facebook ha negato la teoria secondo cui l’app ascolta le conversazioni attraverso il microfono del dispositivo, affermando che l’app “non si impegna in queste pratiche né acquisisce i dati da un microfono o da una videocamera senza il consenso”. Ma quando è stato chiesto, come domanda di approfondimento, se si impegnasse a non farlo, ha evitato la domanda, facendo riferimento alla dichiarazione precedente.