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Artbrain | User Experience, 6 regole base per progettare un’esperienza di successo.
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User Experience, 6 regole base per progettare un’esperienza di successo.

Fonte: digital4.biz

Le aziende hanno ormai compreso che l’esperienza dell’utente digitale, ovvero la facilità e la soddisfazione con cui utilizza un sistema interattivo, è ormai cruciale nella progettazione di un servizio. Ma realizzare un processo Human-Centered efficace con è semplice. I consigli dell’esperto per muovere i primi passi nella realizzazione di una User Experience eccellente

 

User Experience, cos’è e perché è così importante oggi

Non si tratta di una novità. La User Experience, la cui traduzione in italiano è esperienza utente e che in passato era chiamata Web Usability (usabilità), può essere definita come la facilità e la soddisfazione con cui una persona utilizza un sistema interattivo, il touchpoint.

Sono più di 30 anni che in ambito tecnico e accademico internazionale è emersa l’esigenza di investire su competenze e processi che permettano di migliorare l’usabilità dei prodotti/servizi nelle varie fasi ideative, progettuali e implementative attraverso attività di ricerca e verifica con gli utenti.

L’accelerazione che c’è stata negli ultimi anni dipende principalmente da:

– l’esplosione di prodotti/servizi digitali, che hanno aumentato il numero e il ruolo delle interfacce che ognuno di noi utilizza giornalmente per informarsi, comprare, usare prodotti e ricevere assistenza;
– la pervasività degli strumenti tecnici che permettono di prevedere, monitorare e rilevare i comportamenti e la soddisfazione dei clienti;
– l’ampliamento del concetto di usabilità a quello di User Experience (soddisfazione che precede e segue l’utilizzo di un touchpoint) e Customer Experience (CX)(soddisfazione derivante dall’interazione con tutti i touchpoint statici, interattivi e umani) che ha trovato nella chiave semantica “esperienza” un linguaggio in grado di parlare trasversalmente al Design, al Marketing e, soprattutto, al Business;
– la disponibilità di dati consolidati sulla redditività degli investimenti in UX/CX (es. Bias & Mayhew, 2005) e la loro correlazione con l’andamento delle azioni per quanto riguarda le società quotate (es. Watermark Consulting, 2015).

Il risultato, a livello internazionale, è un crescente numero di professionisti, società e paesi che si stanno interessando alla UX. Uno dei più noti esperti mondialy di Web usability, Jakob Nielsen, stima che gli esperti di User Experience cresceranno da 1 milione a 100 milioni di qui al 2050. Le previsioni per il 2018 confermano anche per l’Italia questo trend. Il nostro Paese sta cercando di colmare il divario con il gruppo di testa dei paesi anglosassoni e scandinavi, insieme alla Germania, a cui si sono aggiunti, più recentemente, Spagna e Francia. Le aziende nazionali che operano nell’ambito eCommerce, ad esempio, mettono la UX come ambito prioritario di investimento, secondo al solo marketing (e-Commerce Italy Report, 2018).

 

6 principi base della UX

Un buon modo per valutare il proprio livello di maturità è quello di partire dai 6 principi fondanti un processo HCD (ISO 9241-210) e farli diventare altrettante domande a cui rispondere. Ecco le domande chiave per arrivare a costruire una Custome Experience di successo.

  • La progettazione si basa su un’esplicita comprensione degli utenti, dei loro obiettivi e dei compiti che devono svolgere per raggiungerli anche in relazione all’ambiente fisico, sociale e organizzativo, in cui si trovano?
  • Gli utenti (reali e rappresentativi) vengono coinvolti durante tutto il processo ideativo, progettuale e implementativo?
  • La progettazione è guidata da verifiche svolte con gli utenti?
  • Il processo è iterativo?
  • La progettazione si occupa dell’intera User Experience?
  • Il team include skill e prospettive multidisciplinari (ovvero che permettono di gestire attività di UX research, UX design e UX evaluation)?

Se la risposta alle prime tre domande è negativa, è verosimile che l’organizzazione debba smettere di parlare “degli” utenti per iniziare a parlare “con” gli utenti, se vuole mantenere la propria competitività di mercato.

di Simon Mastrangelo, European Ergonomist (Eur.Erg.) Co-fondatore e Amministratore di Ergoproject